La foresta amazzonica

La foresta pluviale amazzonica   è in parte compresa nel territorio brasiliano ma si estende anche in Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Suriname e Guyana Francese coprendo un territorio di circa 400mila chilometri quadrati.

Questa foresta costituisce un ecosistema ricchissimo,  ovvero un insieme di esseri viventi e non viventi che vivono in equilibrio stabile e delicato, infatti ci  vivono 750 specie di alberi, 400 specie di uccelli e 125 mammiferi, 100 specie di rettili e 60  di anfibi ed è stato calcolato che in ogni singolo albero vivano 400 tipi di insetti. Il sottobosco è molto sviluppato, le fronde degli alberi e la vegetazioni aerea, formano una copertura alta e spessa, che filtra i raggi del sole e mantiene l’ambiente in una penombra perenne, satura di umidità che permette di mantenere una temperatura perenne in una zona povera di sostanze e molto delicata.

Da sempre però, società e multinazionali subentrano sempre di più nella foresta amazzonica devastandola;  con milioni di incendi appiccati nella maggior parte dei casi volontariamente. Il governo brasiliano ignora le numerose critiche sull’argomento, infatti lo sfruttamento dell’area amazzonica prevede l’intervento di grandi società che comportano un aumento economico per il paese in via di sviluppo.

La conseguenza principale della deforestazione è il surriscaldamento, essendo la foresta molto vasta, la sua distruzione vedrà diminuire la presenza di piante in essa che comporterà un aumento di anidride carbonica che a sua volta farà aumentare l’effetto serra e di conseguenza la temperatura.  Inoltre nella foresta amazzonica oltre le molte  specie presenti vivono alcune tribù indigene che ogni giorno vedono scomparire la propria casa.

 

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